| | San Fratello sorge a circa 650m s.l.m.,sopra un panoramico pendio dei Monti Nebrodi che degrada dolcemente sul Mar Tirreno. Tracciare un profilo storico sulle origini della città, risulta impresa assai difficile, poiché le fonti risultano essere povere di notizie. Di certo sappiamo che nel IV a.C. ,nasce la città di Apollonia, antica colonia greca, sita sull’attuale Monte San Fratello. Nel periodo romano subì l’infame espoliazione da parte del pretore siciliano Verre, narrata anche nel III libro delle Verrinae. Nel IX secolo Apollonia fu invasa e in parte distrutta dagli Ottomani che hanno imposto la loro religione, i loro costumi e le loro leggi agli abitanti Sanfratellani. Per tale persecuzione molti furono costretti ad abbandonare il monte e a rifugiarsi presso la vicina rupe “Roccaforte”, facendo sorgere nei pressi il primo nucleo abitativo. Con la spedizione normanna del XI-XII secolo, si ha la rinascita della città per volontà della regina Adelaide di Monferrato moglie del conte Ruggero I il Normanno, venne costruito un castello, facendo nascere attorno a questo l’agglomerato urbano denominato Demena. I normanni fecero erigere molti monumenti tra cui l’antica Chiesa dedicata a San Nicolo di Bari, di cui rimane solo l’ala destra, (il resto è andato distrutto nella frana del 1922) e introdussero il culto dei Tre Santi Martiri Alfio, Fladelfio e Cirino. La nuova cittadina prese il, nome dai Santi Fratelli subendo diverse modifiche lessicali: Inizialmente ”Sancti Fratrum” per poi diventare: “Santcto Filadelpho ossia San Filadelfio. Tale in lingua San Fratellana: San Frareau. L’attuale centro urbano sorge lungo la strada statale 289 e conserva della sua memoria storica la lingua gallo-italica, le tradizioni religiose, i costumi e l’arte. Quasi tutte si conservano le tradizioni popolari, prima fra tutte la festa dei Giudei, di origine medioevale, considerato uno dei momenti più rappresentativi della Settimana Santa. Scriveva Benedetto Rubino<<Chi non ha visto la festa dei Giudei a San Fratello, ignora una delle note più singolari e caratteristiche della cronaca siciliana >>.Questi personaggi portano una giubba rossa e gialla con rappresentate immagini sacre e bucoliche decorate con paillettes e corallini. Nonostante ciò il Giudeo è una figura pagana, disturbatrice delle funzioni Religiose che iniziano il Mercoledì Santo e si concludono il Venerdì Santo con la processione dei misteri della passione. Dal punto di vista artistico, di forte attrazione sono le Chiese di origini antichissime e dai differenziati stili artistici. Il Santuario dei Tre Santi Alfio – Filadelfio - Cirino edificato nel XII sec. Sul promontorio del “Monte Vecchio” al centro della vasta zona archeologica. La Chiesa di stile arabo-normanno custodì le sacre reliquie dei martiri, trafugate da S. Tecla durante l’invasione saracena. Oggi tali reliquie sono custodite nella Chiesa Madre “Maria SS. Assunta”. L’antica Chiesa S. Nicolò di Bari, edificata nel XII sec. per la volontà del conte Ruggero il Normanno, in parte distrutta dalla frana del 1922. La Chiesa del SS. Crocifisso risalente al XVII sec. ubicata nel centro storico, è di stile barocco di struttura ottagonale; internamente pregevoli sono le decorazioni e i dipinti della scuola siciliana. Sul sacrato si erge un grezzo crocifisso in pietra 1664 culto per molti fedeli. La Chiesa Maria SS. Delle Grazie, edificata nel XVII sec. particolare è la statua della Vergine scolpita dal celebre artista “Bagnasco”, posta sull’altare maggiore, donata da una ricca famiglia Santagatese nel 1964. L’edificio presenta dei ricami di marmi e stucchi di stile tardo Barocco. La Chiesa San Benedetto il Moro, edificata per richiamare l’antica Chiesa distrutta dalla frana del 1958. La nuova Chiesa San Nicolo di Bari, edificata nel 1953 con struttura ispirata all’antico tempio distrutto dalla frana del 1922. Recentemente restaurata, nella quale si conservano parte dei materiali marmorei, e degli arredi sacri della precedente Chiesa. La Chiesa Madre “Maria SS. Assunta”, situata in piazza Convento di stile francescano. D’inestimabile valore artistico è l’altare-tabernacolo in legno finemente intarsiato in madreperla risalente al 1700. Di grande valore simbolico è il Crocifisso in legno di Fra Umile da Petralia posto al centro della pala pittorica, sull’altare maggiore. La Chiesa conserva un secondo crocifisso ligneo di forte valenza spirituale per i fedeli di San Fratello. |